Il cammino di dante

Mai sentito parlare del Cammino di Dante?

È un viaggio organizzato attraverso i sentieri e le vie medievali che univano la Romagna e la Toscana percorse dal Sommo Poeta ai tempi del suo esilio, periodo in cui scrisse la Divina Commedia. Nonostante una lunghezza di 380 km e il suo attraversare due regioni, questo cammino non è solo un percorso di trekking, ma anche un percorso culturale, artistico, filosofico e spirituale tra Ravenna e Firenze.

La Divina Commedia nasce in questo contesto, piena di personaggi, castelli, paesaggi e dubbi che ogni uomo si pone attraverso un cammino.

Buona parte dell’ambiente che ha ispirato Dante è rimasto intatto, ed è per questo che il Cammino è un’esperienza così suggestiva.

Il percorso parte dalla tomba di Dante a Ravenna, nella Basilica di San Francesco, si passa per un borgo rurale tra Forlì e Faenza, il cui castello rivestì un’importante funzione militare nel controllo dell’Appennino Romagnolo tra l’XI e il XVI secolo. Si prosegue attraversando il Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola, fino ad arrivare a Brisighella, un borgo tra“i più belli d’Italia”.

Superato il confine con la Toscana si fa tappa a Marradi, che fu possedimento dei Conti Guidi negli anni in cui Dante passò per queste terre. Alighieri cita più volte i membri di questa famiglia nella Divina Commedia.

Altra tappa da citare è San Godenzo, presso la cui Abbazia si tenne un convegno tra Guelfi bianchi, di cui faceva parte Dante e Ghibellini, cacciati da Firenze, evento che viene riproposto ogni anno attraverso una rievocazione storica.

Arrivati a Firenze si visita il museo della Casa di Dante, molto vicino al luogo del primo incontro tra Dante e Beatrice ed è qui che inizia la seconda parte del cammino verso Ravenna. Una volta superato l’Arno, si può scegliere di deviare verso Poppi, meta consigliata agli appassionati di letteratura: si ritiene infatti che Alighieri abbia composto proprio nel castello del paese il canto XXXIII dell’Inferno.  Da Poppi poi si raggiungono le foreste di Camaldoli, curate nei secoli dai monaci della locale abbazia e dai piccoli comuni confinanti. Lasciate le foreste si prosegue per Forlì, ultima tappa prima di arrivare nuovamente a Ravenna, dove il poeta morì nel 1321.

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