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Napoli sotterranea: storia, bellezza e mistero

Napoli sotterranea: un modo diverso per scoprire la storia della città.

Napoli sotterranea è un itinerario diverso dai soliti tour della città partenopea, un modo differente per scoprire la storia e la bellezza di Napoli da un punto di vista diverso.

Il vostro cammino nel sottosuolo della città inizia nel cuore del centro storico, accanto alla Basilica di San Paolo Maggiore, in via dei Tribunali.

Napoli sotterranea: greci e romani

I primi a scavare il sottosuolo della città furono i greci, nel IV secolo a.C., quando iniziarono a estrarre il tufo necessario alla costruzione della nuova città Neapolis.

Gli scavi arrivarono fino alle falde del Monte Somma, dove trovarono l’acqua che servì a riempire le cisterne attraverso dei cunicoli.

I sotterranei furono, quindi, il primo acquedotto che portava l’acqua ala città di Napoli.

I Romani, sotto il principato di Augusto, ampliarono l’acquedotto di ben 460km quadrati.

L’acqua, prelevata alla foce del Serino, si distribuiva in tre diramazioni: la prima verso Napoli, la seconda raggiungeva Ercolano, Pompei e Stabia, la terza raggiungeva la Piscina Mirabilis a Bacoli, un serbatoio di 12000 metri cubici.

Da discarica a rifugio

Nel 1885 le autorità chiusero l’acquedotto. Un’epidemia di colera ne aveva contaminato le acque.

Da quel momento i sotterranei di Napoli divennero una discarica dove venivano gettati i materiali di risulta che finirono per ostruire molti cunicoli.

Nel 1942, durante la Seconda Guerra Mondiale, il Genio Civile scelse di usare i sotterranei come rifugi antiaerei.

Furono, per questo motivo, approntate alcune modifiche al corpo originale dei sotterranei.

Alcune scalinate permisero ai napoletani l’ingresso e la discesa fino a 40 metri sottoterra.

Furono, inoltre, chiusi tutti i pozzi in modo da impedire alle bombe di penetrare al loro interno. 

Solo un pozzo venne lasciato aperto: quello che si trova sotto l’archivio notarile della Basilica di San Paolo Maggiore. 

Questo permetteva all’aria di entrare.

I rifiuti, invece, non vennero rimossi. Si scelse, per questioni di tempo e di soldi, di ricoprirli con della terra. Il risultato di questa operazione fu che il piano di calpestio d’originale si venne a trovare 4 metri più in basso.

Di quella tragica esperienza ci sono ancora segni e reperti che raccontano la vita di Napoli sotto i bombardamenti.

A 36 metri di profondità si possono vedere giocattoli e brandine che testimoniano come molte persone, temendo i frequenti bombardamenti aerei, si trasferirono nei sotterranei, rimanendo sotto terra per settimane o, addirittura, mesi.

Finita la guerra, i cunicoli tornarono a essere una discarica e alcune parti vennero utilizzate come deposito giudiziario di mezzi sequestrati.

Oggi, grazie all’impegno di alcune associazioni, molte zone dei sotterranei sono state ripulite e sono visitabili e al loro interno è possibile ammirare la stratificazione della storia napoletana e trovare traccia dei Greci, dei Romani, dei Borboni e della tragica esperienza dei bombardamenti.

La leggenda del munaciello

La leggenda napoletana del munaciello, personaggio presente anche nell’ultimo film del premio Oscar Paolo Sorrentino È stata la mano di Dio, è fortemente legata al sottosuolo napoletano.

I sotterranei, infatti oltre alle cisterne pubbliche, ospitavano anche cisterne private, collegate alle case dei nobili e dei ricchi napoletani.

Alla loro pulizia erano addetti i pozzari. 

I padroni, spesso, non pagavano questi servitori.

I più audaci risolsero questo problema o questa ingiustizia introducendosi attraverso i pozzi di servizio nelle case dei nobili e rubando gioiello e denaro.

Al loro ingresso misterioso nelle case, spesso incappucciati, e alla loro figura in cerca di denaro è associata la figura del munaciello.

Il munaciello, secondo la leggenda, è uno spiritello piccolo e deforme che si aggira tra i palazzi.

È gentile e generoso con chi lo rispetta e dispettoso con chi, invece, lo maltratta.

Matilde Serao, nel suo libro Leggende Napoletane , racconta che O Munaciello nacque a metà del 1400 ed era il figlio storpio di una coppia di innamorati infelici, in quanto appartenenti a due ceti social diversi.

La madre del povero bambino lo vestiva da monaco per nasconderne le fattezze deformi. Alla morte dei genitori, il bambino iniziò a girovagare per le vie di Napoli, allontanato dalla gente che riteneva portasse sfortuna.

L’associazione tra lo spiritello e i pozzari si deve alla vergogna dei nobili. I ricchi napoletani non ammettevano il furto per non aver pagato un lavoro svolto per loro. Per questo incolpavano dei furti il povero spiritello.

Napoli sotterranea: il teatro greco romano

Seguendo l’itinerario che porta alla scoperta del sottosuolo di Napoli è possibile visitare quello che resta del Teatro Greco Romano di cui parla il poeta romano Stazio e che vide l’esibizione trionfale dell’imperatore Nerone. 

I resti spuntano da un basso, tipica povera abitazione napoletana. 

In via Anticaglia, inoltre, si possono ancora vedere due arcate di epoca romana che servivano da rinforzo esterno del teatro.

Nel sottosuolo si potranno osservare da vicino i resti di questa costruzione e capire l’importanza che aveva nella vita cittadina e dell’impero romano.

Avete già visitato Napoli Sotterranea? Raccontateci la vostra esperienza nei commenti.

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